giovedì 13 aprile 2017

Come Fare il Chapati (pane indiano non lievitato)

Il chapati è fondamentale per la Tibetan DETOX, perché i lieviti sono alimenti assolutamente proibiti se si vuole disintossicare il fegato. 
Fare il chapati è semplicissimo, però è importante avere a disposizione la sequenza delle foto, senza quella vengono un sacco di dubbi. L'impasto non va mai salato. Se lo fate per persone che non devono seguire la DETOX e che odiano mangiare senza sale, aggiungete il sale SOPRA al chapati, quindi pressatelo nell'impasto con il matterello. 
Non riesco a seguire tutte le richieste del pdf fotografico in tempi umani, quindi lo pubblico qui. Buona preparazione!
p.s. Non sempre il chapati si gonfia come un palloncino. Spesso fa solo delle bolle, ma va bene uguale. Se usate farine pesanti come le farine integrali (l'atta indiana è integrale ma macinata diversamente dalle nostre) o farine povere di glutine il chapati resterà duretto e gonfierà poco sicuramente. Cercate di trovare le misture di farine che vi piacciono di più. Per quello che mi riguarda io lo faccio con farina bianca o con una mistura di 50% farina bianca e 50% farro o enkir.

Strumenti necessari:
1 ciotola
1 matterello
1 padella antiaderente


Tempo di preparazione: 5'
Tempo di cottura: 3/4 minuti per chapati



Ingredienti: 
farina
acqua


Procedimento:
Le proporzioni degli ingredienti per fare il chapati in India, sono una tazza di atta (circa 130 grammi) per mezza tazza di acqua (125 ml). Il problema è che queste porzioni sono valide solo se si usa l'atta, che è una farina indiana particolare. Ti suggerisco, pertanto, di fare come faccio io: aggiungi l'acqua poco a poco, per poter così capire quanta ce ne vuole. Versa la farina in una ciotola e aggiungi l'acqua poco a poco, impastando. 




Quando l'impasto è ben lavorato e liscio, non appiccicoso, vuol dire che è pronto. Se è ancora appiccicoso, aggiungi un altro po` di farina e continua ad impastare fino a quanto non raggiungi il risultato desiderato. E’ molto importante per la riuscita del chapati che l’impasto sia bello elastico.
L'impasto va lavorato molto bene, e deve essere abbastanza umido. Se non trovi necessario infarinare il piano vuol dire che l'idratazione dell'impasto non è sufficente.
Copri l'impasto con uno strofinaccio umido e lascialo riposare mezz'ora (non è necessario, ma se lo fai otterrai un miglior risultato).
Dopo 30 minuti, prendi l'impasto, forma una specie di salsiccia e tagliala in pezzi delle stesse dimensioni, grandi quanto una clementina o un lime. Dai ai pezzi di impasto una forma rotonda.



Schiaccia le palline di impasto con il palmo della mano, passale nella farina e spianale con un matterello. Devono risultare sottili e rotondeggianti.



Riscalda una padella antiaderente. Spruzzaci qualche goccia d'acqua: se le gocce sfrigolano, significa che la padella è sufficientemente calda.
Metti in padella il primo chapati.

Non appena iniziano a formarsi delle piccole bolle sulla superficie del chapati, giralo con una spatola di legno (puoi anche farlo con una forchetta, ma facendo molta attenzione a non pungerlo, perché se lo pungi il chapati non si gonfierà più).
  


Dopo averlo girato, in breve, altre bolle, più grandi, si formeranno sulla superficie del chapati. Giralo di nuovo.




Continueranno a formarsi delle bolle, fino a che tutto il chapati si gonfierà, come un palloncino ( non succede sempre, spesso non va oltre la fase “grosse bolle” ma ve bene uguale).
Nel frattempo, avrai preparato un piatto e lo avrai ricoperto con un tovagliolo di stoffa o uno strofinaccio. Man mano che i chapati saranno pronti, li adagerai sul piatto tenendoli al caldo dentro lo strofinaccio piegato. Alla fine chiuderai lo strofinaccio sopra i chapati, che in questo modo si manterranno soffici e caldi fino al momento di servire.



Il risultato dipende in gran misura dalla qualità della farina utilizzata. Ad esempio, in un paese sudamericano, inizialmente era difficile per me ottenere un buon chapati, ma se insisti, avrai un buon risultato persino con quella pessima farina, come sono riuscita ad averlo io.
Per un miglior risultato, devi fare vari tentativi. Come succede per tutti le preparazioni semplici, la loro esecuzione non è così semplice all'inizio, ma in poco tempo diventerai un esperto!
Se i chapati non si gonfiano a palloncino, ma vi si formano solo delle grandi bolle, va bene ugualmente.
Se, invece, non si gonfiano affatto, o solo un pochino, potrebbe essere dovuto a:
- troppa acqua nell'impasto
- troppo poca acqua nell'impasto
- la padella non era abbastanza calda
- la padella era troppo calda, e il chapati si è bruciacchiato troppo rapidamente in alcuni punti, si è rotto e così il vapore che avrebbe dovuto farlo gonfiare ne è fuoriuscito.

Ma ti assicuro, così come io sono riuscita a preparare il chapati, anche tu puoi farlo, e ti piacerà molto!
Pdf gratuito da http://tibetandetox.blogspot.it/ 




2 commenti:

  1. Grazie Niki riproverò con 50% farina00 e 50% integrale
    il sale lo aggiungerò alla fine all'esterno così si può eliminare a piacere
    buona giornata

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